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L' allevamento e la pensione per cani "Dott. Delle Monache Marco" sono il frutto della grande passione del titolare per la cinofilia. Marco Delle Monache, laureatosi in Scienze Zootecniche e delle Produzioni Animali (corso di laurea in Tutela e Benessere Animale) presso l'Università degli Studi di Teramo, ha sempre desiderato lavorare in questo settore. Essendo l'allevamento dei cani considerato attività agricola, ha quindi deciso di intraprendere questa attività parallelamente a quella di imprenditore agricolo. Si tratta, dunque, di un lavoro svolto principalmente per passione, il cui obiettivo principale non è guadagnare ma cercare di migliorare geneticamente le razze allevate, che ad oggi sono l'old english mastiff e il dogo argentino. Per il prossimo futuro, inoltre, è previsto un ampliamento con l'introduzione di alcuni esemplari di razze nane molto richieste.

 

LE RAZZE ADDESTRATE:

1- old english mastiff


L'old english mastiff è una razza canina molossoide di tipo "dogue". Il nome, probabilmente, deriva dall'antico termine sassone "masty", che significa "potente". Il cinologo inglese Edwards, infatti, nella sua opera Cynographia Britannica (1800), scrisse "Il leone sta al gatto come il mastiff sta al cane". Pare che la razza fosse presente sulle isole britanniche sin dal VI secolo a.C. Questi cani, impiegati in battaglia e nella caccia alla grossa selvaggina, vennero poi portati a Roma, dove venivano fatti combattere nei circhi, e vennero talmente apprezzati dai romani che l'impero istituì una figura, il "Procurator Cynegii", dedita esclusivamente al loro reperimento. Nel Medioevo il mastiff è stato il cane della nobiltà, custode di castelli e guardia del corpo di cavalieri e feudatari. È celebre l'episodio del cavaliere sir Peirs Leigh, che nel corso della Battaglia di Azincourt, nel 1415, caduto a terra gravemente ferito, venne protetto per molte ore, fino all'arrivo dei soccorsi, dalla sua femmina di mastiff. L'allevamento moderno, come per la maggior parte delle razze di taglia gigante, ha dovuto ripartire con notevoli sforzi a partire dai pochi esemplari sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale.

 

 

 

DESCRIZIONE:

Costituzione potente, con cranio massiccio e testa piuttosto quadrata, labbra pendenti e media giogaia, torace ampio e ben disceso, trasmette un'idea di potenza. Lo standard di razza non specifica le dimensioni, ma la media è tra i 70 e gli 83 cm di altezza, per 80-90 kg di peso, anche se non sono rari gli esemplari più grossi. Il Guinness dei primati attribuisce ad un mastiff di nome Zorba il record di cane più grosso del mondo (155 kg). Il pelo è corto, di colore fulvo (nelle tonalità albicocca o argento), con o senza tigrature. Sempre presente il nero sul muso, sulle orecchie e intorno agli occhi.

CARATTERE:

Il mastiff racchiude in sé doti di eleganza, potenza, dignità e coraggio. Di temperamento calmo e leale, devoto al proprietario, è un eccellente guardiano. Ottimo compagno per tutta la famiglia, se ha spazio sufficiente per sgranchirsi si adatta bene a vivere in casa, trovandosi a proprio agio anche con i bambini. La docilità è una delle sue migliori caratteristiche, ma la potenza che racchiude ne rende necessaria una buona educazione. È molto importante fargli avere più esperienze possibili per facilitarne il percorso di addestramento. Il suo bisogno di spazio è superato dalla sua necessità di vigilare sulla famiglia. Abbaia assai poco, è un guardiano sornione e tranquillo, che avverte prima di passare alle vie di fatto, alle quali ricorre solo se costretto.

 

2- dogo argentino


Il dogo argentino è una razza canina molossoide di tipo "dogue" originaria della regione di Córdoba, in Argentina. La razza è frutto del lavoro effettuato da Antonio Nores Martínez, con la collaborazione del fratello Augustín e del padre Antonio, nei primi decenni del XX secolo. Lo scopo che si erano prefissi era quello di creare un cane adatto alla "caza mayor", cioè alla caccia alla grossa selvaggina (puma, pecari, e cinghiali) nell'ambiente delle pampas argentine. La base da cui partirono fu il perro de Pelea Cordobès, una razza locale utilizzata per i combattimenti. Per migliorarne le caratteristiche fisiche e affinarne le capacità venatorie il perro de Pelea Cordobès venne incrociato con l'alano, il dogue de Bordeaux, il cane da montagna dei Pirenei, il levriero irlandese ed il pointer. La nuova razza venne fissata verso il 1928, lo standard venne pubblicato nel 1947, ed il riconoscimento ufficiale giunse nel 1964 per l'Argentina e nel 1973 a livello internazionale.

 

DESCRIZIONE:

Il dogo argentino è un cane robusto, dalla muscolatura possente e ben visibile attraverso la pelle. Il pelo è bianco, corto e aderente al corpo. L’altezza al garrese è di 62-68 cm per i maschi e di 60-65 cm per le femmine; il peso è di 45-50 kg per i maschi e di 40-45 kg per le femmine. Il cranio è massiccio, il muso ha la medesima lunghezza del cranio. Le labbra, dai bordi liberi e pigmentate di nero, appaiono tese e aderenti. Il tartufo è nero e ha un leggero stop sulla punta; le narici sono ben ampie. Le mascelle sono perfettamente combacianti, i denti forti e grandi. Il collo, decisamente robusto, è arcuato e agile. Le orecchie sono corte, di forma triangolare, erette o semi-erette e hanno l’attaccatura alta. Gli occhi sono di colore scuro oppure nocciola e sono circondati da palpebre di colore nero o chiaro. Gli arti anteriori sono dritti e bene in appiombo; i piedi hanno dita corte e unite. Gli arti posteriori hanno cosce ben muscolose; i garretti sono corti e le dita sono chiuse. Le spalle sono alte, forti e dotate di notevoli rilievi muscolari. La coda  è grande e lunga.

CARATTERE:

Nonostante una certa fama che, inspiegabilmente, accompagna la razza, il dogo argentino, in realtà, è un cane fedele, gioioso, amabile, mai aggressivo, molto equilibrato perché consapevole della propria forza. Il padrone è il suo costante riferimento. In casa preferisce sempre stare accanto a qualcuno o farsi coinvolgere nei giochi dei più piccoli. Non è un cane difficile da educare, lo diventa se le regole e gli spazi stabiliti fin dall'inizio non vengono rispettati. Il maschio può avere una certa tendenza alla dominanza: spetta al proprietario confermarsi nel suo ruolo di leader, ma senza maniere forti o punizioni fisiche, che sono controproducenti in un cane così sensibile. Una volta ben impostato, la vita con lui sarà piacevolissima. Il dogo argentino è un grande guardiano e un valido cane da difesa, ma non lo si può paragonare alle altre razze che, tradizionalmente, assolvono questi compiti, perché è stato creato per un impiego venatorio.

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